<span class="entry-title-primary">M. Evangelista: Trattato sulle virtù (ES-IT)</span> <span class="entry-subtitle">In italiano e spagnolo</span>

M. Evangelista: Trattato sulle virtù (ES-IT) In italiano e spagnolo

Documento 002/025
S. XVII

11 luglio

En este tratado la Madre Evangelista habla de las distintas clases y grados de virtudes. Distingue cuál es la virtud natural, cuál es la verdadera y la falsa virtud y cuál es la perfecta virtud, que ella compara con el oro finísimo de veinticuatro quilates.

Avisa a los directores espirituales para que sepan discernir y no hagan daño a las almas que tienen a su cuidado, dejándose engañar por las solas apariencias.

La autora es la Madre Trinidad.

No tiene fecha.

Cuaderno cosido de 14 hojas tamaño cuartilla. Una hojahace de portada con el título.

In questo trattato Madre Evangelista parla dei diversi tipi e dei gradi delle virtù; distingue qual è la virtù naturale, la vera e la falsa, come anche quale la perfetta virtù (che ella paragona all’oro finissimo di 24 carati).

Avverte i direttori spirituali di dover discernere e di non arrecare danno alle anime che hanno in carico, senza lasciarsi ingannare dalle sole apparenze.

L’autrice è Madre Trinidad.

Non è datato.

Quaderno rilegato composto da 14 fogli formato quartino. Un foglio, riportante il titolo, corrisponde alla copertina.

Monastero Cistercense de la Santa Cruz
Casarrubios del Monte
(Toledo)

Anno 2012

Una vez, estando recogida como suelo, con nuestro Señor y amándole con todo mi corazón y mi alma, me arrebató Su Majestad en espíritu, así de presto, y vi que estaba allá en el Cielo un libro algo grande, el cual estaba como en un facistol puesto. Y yo, como lo vi así, luego pasé por ello sin hacer caso de eso, aunque es verdad que me dijeron cuando me lo mostraron: Libro de la Sabiduría de Dios; mas yo, con todo eso, pasé por ello.

Pasó esto y luego, de allí a poquitos días, una mañana me dijo nuestro Señor que quería Su Majestad, y era su voluntad, que yo escribiese un tratadillo en el cual se enseñase y declarase algo del estado de las virtudes, y cuál era verdadera y perfecta virtud, y cuál era otra no tan perfecta, y cuál era también la falsa y aparente. Y, conforme a esto, cómo se podrá mejor conocer cuáles serán las verdaderas visitas y revelaciones de nuestro Señor con el alma, y cuáles las falsas y aparentes del demonio o de la imaginación.

 

Y aunque es verdad que yo me excusé de hacerlo como yo pude, diciendo a nuestro Señor que yo era mujercilla ignorante y flaca y miserable, y así no tenía habilidad ni capacidad para eso, ni aun para otras cosas de mucha menos importancia, no me aprovechó nada, porque Su Majestad dijo que Él me enseñaría y que, así, no tuviese miedo de errar. Con todo eso, aunque dije a Su Majestad que sí haría, pues Su Majestad lo mandaba y decía que me enseñaría, con todo eso me detuve y no puse mano en esto hasta que, una vez Su Majestad, viendo que yo no acababa de hacer lo que me mandaba, queriendo yo escribir una vez las cosas que suelo también por su voluntad, no pude, ni fue posible, ni tuve talento, ni habilidad, ni fuerzas para ello, sino que parecía que estaba tan impedida para eso como si no tuviera manos ni cabeza para ello.

Y así, conociendo ser aquella obra de nuestro Señor y que era su voluntad que escribiese aquello que Su Majestad me había dicho y yo rehusaba, tomé la pluma y comencé a escribir lo que nuestro Señor me había mandado. Pero antes que lo escribiese, y después de
habérmelo mandado nuestro Señor otra vez, estando recogida como suelo, amando a nuestro Señor en todo mi corazón y mi alma, y habiendo ya –como he dicho–, visto otra vez aquel libro de la sabiduría de Dios, me arrebató Su Majestad en espíritu y me hallé en el Cielo. Y luego me mostraron allá un libro grande y muy rico, el cual estaba guarnecido todo de oro finísimo y piedras preciosas. Y estaba puesto en un facistol este libro de la majestad y sabiduría de Dios; y en él estaban estampadas y dibujadas, por mano de aquel grande y poderoso Señor y maestro de la sabiduría infinita, los altísimos y soberanos misterios de la Santísima Trinidad, de la sacratísima humanidad y encarnación de Jesucristo nuestro Señor.
De tal manera, que en aquel dibujo y estampa se veían y conocían, altísima y divinamente, aquellos altísimos misterios, por un modo tan divino y tan alto que no hay entendimiento que lo pueda entender ni alcanzar. Y luego que así me lo hubieron mostrado, la cual vista causó en mi alma muy grande suspensión y admiración, me dijeron, y yo lo conocí en él:

Este es el Libro de la Sabiduría de Dios, del cual, como fuente y río caudaloso, manan y van arroyos de agua de divina sabiduría a las almas puras. Y de ahí te darán y comunicarán a ti tu parte, para que con ella hagas lo que a ti [te] parece y dices, que por ti sola no puedes tener fuerza ni valor ni verdadera sabiduría.

 

Una volta, stando raccolta come al solito con nostro Signore e amandolo con tutto il mio cuore e la mia anima, Sua Maestà mi rapì in spirito, improvvisamente, e vidi che nel cielo vi era un libro molto grande che era posto sopra un leggio: appena lo vidi, passai oltre senza farci caso, anche se è vero che mi fu detto, quando me lo mostrarono: Libro della Saggezza di Dio, ma io, pur sentendolo, passai oltre.

Una mattina dopo che mi accadde questo, di lì a pochi giorni, nostro Signore mi disse che Sua Maestà voleva, e che era sua volontà, che io scrivessi un trattatello in cui si insegnasse e si dicesse qualcosa circa lo stato delle virtù: in particolare, dovevo scrivere su quale sia la vera e perfetta virtù, come anche quale non è quella perfetta, e quale è la falsa e apparente. Similmente, mi veniva richiesto di parlare del modo in cui è possibile conoscere meglio quali siano le vere visite e le vere rivelazioni di nostro Signore con l’anima, come anche quali siano le false e apparenti rivelazioni del demonio o dell’immaginazione.

E sebbene sia vero che mi scusai di farlo come meglio potevo (dicendo a nostro Signore che io ero solo una monachella ignorante, debole e miserabile; che non avevo abilità oratoria e che non ero portata né a queste cose importanti né a quelle più misere), non mi servì a niente, perché Sua Maestà disse che sarebbe stato Lui stesso ad insegnarmi cosicché non avrei avuto paura di sbagliare. Tuttavia, sebbene dissi a Sua Maestà che l’avrei fatto (poiché Egli stesso me lo ordinava e mi diceva che mi avrebbe insegnato), io mi bloccai e non feci nulla finché [non intervenne] Sua Maestà, vedendo che non portavo a compimento ciò che mi ordinava e volendo scrivere le cose di abitudine che devo compiere anche per suo volere (non potei far nulla, né mi fu possibile, né ebbi il talento di farlo, né l’abilità e nemmeno le forze per farlo: sembrava solo che io fossi pesantemente impedita, come se non avessi né le mani né la testa per farlo).

E così, riconoscendo che quell’opera era di nostro Signore e che era sua volontà che si scrivesse ciò che Sua maestà mi aveva detto (ma che io rifiutavo), presi la penna e cominciai a scrivere ciò che nostro Signore mi aveva ordinato. Tuttavia, prima di scrivere, e dopo che mi fu nuovamente ordinato da nostro Signore, raccolta come al solito, amando nostro Signore con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima e avendo già visto, come ho già detto, un’altra volta il libro della saggezza di Dio, Sua maestà mi rapì in spirito e mi condusse al Cielo. Mi fu quindi mostrato un libro grande e molto prezioso, ornato con oro finissimo e pietre preziose: in esso (si trattava del libro della maestà e della saggezza di Dio, posto su di un
leggio), erano stampate e disegnate dalle stesse mani del grande e del potente Signore e maestro della saggezza infinita, gli altissimi e sovrani misteri della Santissima Trinità, della sacratissima umanità e incarnazione di Gesù Cristo nostro Signore. E in quei disegni e in quelle stampe si vedevano e si potevano conoscere, in maniera profonda e divina, quegli altissimi misteri in una maniera così divina e così profonda che non può esistere un’intelligenza che lo possa comprendere né raggiungere. E dopo che mi venne mostrato, cosa che provocò nella mia anima una lunga estasi e meraviglia, mi fu detto (e lo compresi in esso):

Questo è il libro della Saggezza di Dio dal quale, come fonte e fiume rigonfio di acque, sgorgano e fuoriescono rivoli d’acqua della divina saggezza alle anime pure. E da qui ti verrà dato, e ti sarà comunicato, ciò che ti spetta affinché con essi tu faccia ciò che vuoi e dici, giacché da te sola non puoi avere né forza, né potenza, né la vera saggezza.

[continúa…]

[continua…]

 

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