<span class="entry-title-primary">Commemorazione del Miracoloso avvenimento</span> <span class="entry-subtitle">Quando l’immagine di Cristo pendente dalla Croce abbracciò San Bernardo</span>

Commemorazione del Miracoloso avvenimento Quando l’immagine di Cristo pendente dalla Croce abbracciò San Bernardo

Commemorazione del Miracoloso avvenimento

Quando l’immagine di Cristo pendente dalla Croce abbracciò San Bernardo

23 Marzo

(Mi 7, 14-15-18-10 – Lc 15, 1-3-11-32)

La lettura del profeta Michea fa intravedere la figura del buon Pastore che verrà a consegnare la propria vita per le sue pecore. Nelle parole di Michea è presente il Messia sempre atteso: Gesù Cristo che ha amato noi e si è sacrificato per noi. Un grande devoto di san Bernardo, a questo proposito, scrive: «Gesù Cristo si è dimostrato paternamente materno e maternamente paterno». Soprattutto nel tempo quaresimale si dovrebbe ripensare continuamente fin dove è giunta la carità di Dio per l’umanità e, quindi, per ciascuno di noi. Il ricordo dell’abraccio di Cristo Crocifisso a san Bernardo è un segno di questo grande amore.

Per secoli l’Ordine Cistercense ha ricordato il miracolo del Crocifisso che abbraccia San Bernardo. Tale ricorrenza attualmente non è più celebrata ma possiamo inserire l’evento nella liturgia quaresimale. La prima lettura tratta dal Profeta Michea il quale chiede a Dio di rinnovare le meraviglie dell’Esodo; non tanto perché il popolo lo meriti ma perché la gioia di Dio consiste nel perdonare: «Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi». L’abbraccio di Cristo in Croce a San Bernardo realizza le parole non solo del profeta Michea, ma di tutta la Scrittura.

L’evento è raccontato da un testimone oculare che lo descrive come successo ad una terza persona e non a lui stesso; ma veniamo al racconto: «Io conosco un monaco che una volta trovò san Bernardo abate che pregava, da solo in chiesa, prostrato davanti all’altare. Apparve un Crocifisso dinnanzi a lui e conficcato nel pavimento. San Bernardo abbracciò il Crocifisso con grande devozione; lo stesso Cristo, allora,staccò le braccia dalla croce e sembrava che abbracciasse e stringesse al seno il suo servo Bernardo».

Il fatto può essere relegato nelle «pie tradizioni» ma in vari sermoni Bernardo parla del Crocifisso in maniera così reale che sia il risultato di una esperienza diretta; dell’esperienza dell’infinita misericordia di Dio che perdona i suoi peccati e i peccati degli uomini. Leggiamo nel III Sermone del Cantico dei Cantici: «Vorrei sapere se a qualcuno di voi, come si crede, sia dato di dire: Mi baci con il bacio della tua bocca (Cant. 1,1). Infatti, non uno qualsiasi può sinceramente dire questo, ma colui che almeno una volta ha ricevuto questo bacio spirituale dalla bocca di Cristo, questi sollecita e ripete volentieri questa sua esperienza. Io penso che nessuno possa sapere cosa sia questo bacio se non colui che lo riceve. E’ infatti una manna nascosta, e solo chi ne mangia ne avrà ancora fame […]. Non pretenda questo un’anima carica, come la mia, di peccati ancora soggetta alla passione della carne, che non sente ancora la soavità dello spirito, ancora ignara e del tutto inesperta dei gaudi interiori». San Bernardo nella sua profonda umiltà, non fa conoscere quanto fosse perfettamente a conoscenza di ciò che descrive: non avrebbe potuto essere il contrario. Si deve affermare che in molti scritti del santo Abate di Clairvaux si vede chiaramente quanto fosse tenero il suo affetto verso l’umanità di Cristo, specialmente nei riguardi dell’umanità svelata nella Passione quindi non desta meraviglia se fosse abbracciato dal Crocifisso.

Sono impregnate di santo Amore verso il Signore le parole che Bernardo pronuncia nel suo primo sermone di Quaresima: «Egli è buono con me […]. Io ti seguirò ovunque tu andrai. Se passerai per il fuoco, non mi staccherò da te poiché io non temerò alcun male, perché tu sei con me. Tu porti i miei dolori e per me sei sofferente. Tu per primo segui la via stretta della passione per aprirla a coloro che verranno dietro a te: chi mi separerà dall’amore di Cristo?» Anche del sermone quarantasettesimo sul Cantico dei Cantici dice: «Signore Gesù, tu sei per me tutte queste due cose, e specchio nella sofferenza e prezzo di colui che patisce. L’una e l’altra cosa sono di sprone e invitano con forza. Tu addestri le mie mani alla battaglia, con l’esempio della tua fortezza, tu coroni il mio capo, dopo la vittoria, con la presenza della tua maestà; sia perché ti vedo lottare, sia perché ti aspetto quando mi incoronerai, quando sarai tu la mia corona, con entrambe lo cose mi leghi a te come con doppia fune irresistibile […]. Se sei così buono, o Signore, per quelli che ti seguono, quale sarai per quelli che ti raggiungono?».

Questi esempi non sono gli unici scritti in cui l’amore di san Bernardo verso il Salvatore del mondo e della sua Passione redentrice è palesemente manifesto. Con queste manifestazioni di affetto è possibile credere che Bernardo avesse un rapporto privilegiato con Cristo e da quest’ultimo ebbe la gioia di essere abbracciato.

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